13 dicembre 2011

Guai a scoraggiarci..




Ettore Bernabei, il novantenne leggendario “uomo di fiducia” che ha attraversato la storia del nostro Paese nel dopoguerra, mi ha raccontato di aver assistito al dialogo fra Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti quando quest’ultimo decise di abbandonare la vita politica, convinto che il comunismo avrebbe vinto. A Dossetti, che enumerava i successi avuti dalla Russia sovietica – dal lancio dello Sputnik nello spazio ai nuovi formidabili armamenti – La Pira rispondeva sereno: “Il comunismo ha perso, e sai perché? Perché è ateo!”. Frase profetica sbalorditiva se si pensa agli anni in cui fu pronunciata.

Forse La Pira avrebbe qualcosa da dirci anche adesso quando il mondo sembra definitivamente dominato da un sistema tecnocratico finanziario privo di pensiero, se si esclude una larva di pensiero protestante secolarizzato propria dei paesi anglosassoni. 

Per la logica dominante dopo il crollo del muro di Berlino, l’Italia è tornato ad essere un paese che ha perso la guerra, indifeso rispetto alle speculazioni finanziarie. Ma l’Italia non è un paese ateo. E’ un paese che ha inventato la finanza ed ha prestato soldi ai re di Francia. E’ il paese che ha inventato nel Medio Evo le confraternite di mutuo soccorso, alcune delle quali sopravvivono ancora. E’ il paese della bellezza e dell’umanità. Perciò guai a scoraggiarci. I nostri giovani devono studiare l’economia come la storia e la teologia. E saranno loro che sapranno costruire un mondo in cui la persona tornerà ad essere il centro.

Pippo Corigliano

tratto da Rai Vaticano

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